LA CODA

Cerco sempre di andare alla cassa dove c’è lei.

Da quando mia moglie mi ha lasciato per un miliardario francese bruttissimo è l’unica donna che guardo e con cui vorrei uscire. Cerco la grazia, la dolcezza e non i soldi come mia moglie.

Lavora in una catena di discount. Mi sono organizzato per comprare poche cose alla volta così da poterci andare ogni giorno e sfruttare quei pochi minuti alla cassa per fare due parole.

Ho scoperto che non ha un compagno. L’ho sentita parlare con una collega una volta che ero in coda e davanti a me c’era uno che aveva fatto la spesa della vita. “Che ci fai con diciotto barattoli di carciofini sott’olio?  Non esistono ricette con diciotto barattoli di carciofini.”

Ha sempre i capelli raccolti con un fermaglio a forma di farfalla e gli orecchini sono a forma di grande cerchio. Usa poco la matita e quegli occhi verdi mi hanno stregato.

Non le sono indifferente. L’ho capito da come passa le mie cose sugli infrarossi e dal sorriso che accenna ogni volta che sente il bip.

Quando mi fissa e mi chiede se ho ho la fidelity card mi sento sciogliere come una palla di gelato alla crema quando gli versi sopra il caffè bollente.

“La vuole vedere?” le dico

“Non lo so, che vogliamo fare? Mettiamo dei numeri a caso? Ci sono più di diecimila codici. Si vuole sedere sul cartone dello Svelto mentre inizio a fare dei tentativi??” mi dice inclinando la testa sorridendo.

“Scherzo, eccola qua.”

“Beato lei che ha voglia di scherzare”

“Giornata pesante?” 

“Abbastanza. Vuole una bustina?”

“Se le fa piacere.”

“Non è che mi fa piacere. Questo Galbanino se lo porta in mano o vuole la busta?”

“A me non serve. Ho il mio sacchetto. Ma se me la vuole dare..”

“Non è che gliela voglio dare per forza. Se le serve deve pagarla. In alternativa se lo tiene in mano il Galbanino”

“Pagherei qualsiasi cifra per averla”

“Lo prendo come un complimento ma sono solo 30 centesimi..”

“Me ne dia venti…però non mi dica no se la invito per un’aperitivo”

“Mi prende alla sprovvista..ci devo pensare”

Intanto dalla fila “Dai ha detto che ci deve pensare. Vogliamo andare avanti?? Torna domani e vi organizzate che dobbiamo andare a cucinare, forza”

Il giorno dopo presi un cacciatorino e feci la fila.

“Ci ha pensato?”

“Si. Va bene. Facciamo a settembre”

“A settembre? Siamo al 10 giugno. Pensavo prima”

“Mi sembrava prematuro. Ha solo 3450 punti sulla Fidelity. Aspettiamo magari quando arriva a 5000. Voglio essere sicura del suo attaccamento al nostro marchio.”

“Ma io vengo solo qui. Non vado da nessun altro discount. Non mi faccia aspettare”

“La mia collega mi ha detto che un giorno l’ha vista da Pam.”

“Beh è vero. Avevo bisogno di un litro di latte”

“Lo vede? Non è sincero. Per il latte è andato con un’altra catena”

“Ma è stato solo un attimo di sbandamento. Ho preso il primo che c’era nel frigo e sono andato via. Non ho fatto neanche un giro tra i reparti e non ho preso il carrello”

“Le voglio credere. Allora va bene per l’aperitivo ma dopo subito a casa.”

“Va bene. Sono d’accordo. Non corriamo”

“No, io intendevo che dopo saliamo subito a casa mia.”

Intanto dalla fila “Ohhh affare fatto. Ora possiamo far camminare la coda che ho la macchina in seconda fila??”

L’aperitivo fu bocciato e cenammo in un ristorantino sulla statale. C’era una piccola festa. Ci invitarono a ballare.

“Non ballo da tanto” mi disse

“Anche io.” Le presi la mano e andammo vicino alle altre coppie. Sandro Giacobbe iniziò a cantare Signora Mia e ci stringemmo senza aspettare la seconda strofa. Mi sussurrò nell’orecchio “Hai preso lo shampoo non in offerta, hai i capelli morbidi” “Come te ne sei accorta?” “Conosco a memoria tutti i tuoi acquisti” e mi passò la mano dietro la nuca.

Ballammo ancora e ancora e ancora. Ci fermarono quelli del ristorante che dovevano chiudere.

Andammo da lei.

Mi accorsi troppo tardi che viveva con l’anziano padre. Non avevo nulla contro il simpatico e arzillo signore ma lo tsunami che era cresciuto con i balli lenti si trasformò in una lenta risacca che accarezzava il bagnasciuga.

“Non ti preoccupare per mio padre. E’ tranquillo. Vieni mettiamoci sul divano. Vuoi un limoncello? Era quello in offerta venerdì scorso”

“Sicura?”

“Certo, stava a 3,99”

“No intendevo tuo padre se è tranquillo”

“Si, ogni tanto mi chiede le offerte della settimana ma lo fa per abitudine”

Il limoncello iniziò ad andare in circolo e i nostri corpi fremevano di passione. L’astinenza prolungata aveva sciolto le trecce e i cavalli e ci spingemmo verso l’infinito e oltre.

E fu proprio in quel momento che l’anziano padre gridò “A quanto sta il mezzo chilo della Granoro?”.

Lei, non potendo rispondere, gesticolò con la mano 0,50 e io in preda al momento che aspettavo da anni gridai “A cinquantaaaa centesimiiiiiiiii siiiiii siiiiii siiiii”.

Il papà rispose “E’ assai! A Pam la stanno dando a 0,39. Sinceramente non capisco questo entusiasmo.”.

Pubblicato da markmccandy

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