LA CERETTA

Suono bene. E canto pure. Ad una festa di amici, come succede sempre, mi chiedono di sedermi al piano. Conosco quasi tutti, le loro canzoni preferite e quelle che amano cantare tutti insieme. L’altra sera c’era un amica di Delia, la padrona di casa, che non avevo mai visto. Era seduta sul divano a parlare con un paio di ospiti. Io stavo suonando e ogni tanto la guardavo per cercare di capire se le piaceva quello che stavo cantando. Mi sorrideva o almeno sembrava sorridesse a me. La lampada vicino al divano le illuminava il viso e mi sembrava di suonare solo per lei. Ad un tratto non la vidi più e dopo poco me la ritrovai appoggiata al piano.
“Ho visto che mi guardavi sempre mentre suonavi. Cosa c’è? Per caso mi volevi conquistare con la tua musica?”
Avvertivo chiaramente la sensazione di rossore che mi aveva preso e balbettai.
“No, no guardo sempre in giro mentre canto e poi non ti avevo mai vista”
“Peró quando hai cantato “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina non ti giravi mai e guardavi solo me”
Nel mio stato di rossore ormai stabile risposi
“Beh non sei una che passa inosservata”
“Ah quindi mi hai notato? E vediamo, cosa ti ha colpito di me?”
“Posso essere sincero?”
“Certo devi.”
“Mi ha colpito il fatto che sei una che non si fa la ceretta alle gambe.”
“Si vede molto?”
“Beh se metti la minigonna si vede. Anche perchè hai delle gambe bellissime. Impossibile non notarle.”
“Grazie. Quindi ho delle gambe bellissime e pelose. Giusto?”
“Giusto.”
“Beh dedicami una canzone. Scommetto che non hai mai dedicato una canzone ad una donna che non si depila.”
“Perchè non ti fai la ceretta? Scusa ma non capisco”
“Per questo”
“Per cosa?”
“Perchè è un argomento di discussione che sposta l’attenzione da me ai peli. Se uno supera il problema pelo allora vuol dire che cerca in me qualcosa in più. Tu cosa vuoi da me?”
“Niente”
“Bugiardo. Mi spogliavi con gli occhi”
“Sì è vero. Devo ammetterlo. Ti trovo molto affascinante”
“Allora questa canzone? O vuoi che te la chieda io? Senti, facciamo un gioco. Io ti chiedo una canzone e se tu la suoni e la canti bene senza sbagliare le parole ti chiederò di accompagnarmi a casa alla fine della serata.”
“Ok. Accetto la sfida”
“La canzone è “Vecchio palco della scala””
“Mi inviti a nozze…la conosco benissimo”
E incominciai con le suadenti note

“In un vecchio palco della Scala
Nel gennaio del ’93
Spettacolo di gala
Signore in décolleté
Discese da un romantico coupé
Quanta e quanta gente nella sala
C’è tutta Milano in gran soirée….

Seguiva tutte le parole. La conosceva anche lei benissimo. E si avvicinò ancora di più. Sentivo l’odore dello shampoo che aveva usato. Ero in trance musicale. Andavo in automatico con la canzone e le note la stavano cuocendo a fuoco lento. I suoi occhi parlavano per lei.
Ci risvegliò un amico di Delia:
“Ancora molto dobbiamo soffrire con il Quartetto Cetra? Puoi fare qualcosa di più aggiornato?”
Lei gli stava per rispondere in malo modo ma la fermai mettendole la mano sulla gamba. In quel momento, sotto il palmo della mano, sentivo chiaramente i peli, sottili, e morbidissimi. Passarono alcuni interminabili secondi fino a quando, sorridendo mi disse “Li devi contare tutti o ce ne andiamo?”
“Si hai ragione andiamo”. Una volta in auto mi diede un bacio sulla guancia e mi sussurrò nell’orecchio
“Andiamo da me prima che torni mio marito”
“Ma sei sposata?”
“Si ma non è un bel periodo. Il nostro rapporto si è raffreddato anche se viviamo insieme. Mio marito per via del lavoro è sempre nervoso e irascibile. Si inalbera per un nonnulla”
“Cosa fa tuo marito?”
“E’ un pugile professionista nei pesi medio-massimi e ultimamente ha perso alcuni incontri. Ed anche stasera è andato KO. Sicuramente sarà molto nervoso.”
“Senti, stavo pensando..non è che stiamo facendo una cazzata andando da te? Mi sembra una forzatura. Ci siamo conosciuti da poche ore. Vogliamo sentirci nei prossimi giorni?”
“Lo sapevo. Non riesci a superare il fatto che non mi faccio la ceretta”
“Non è per quello. Mi piaci tantissimo e ti trovo veramente coinvolgente e affascinante però in effetti non riesco ad abituarmi all’idea di venire da te”
“Sempre per i peli? O perchè mio marito è un pugile incazzato? Non è che hai paura di mio marito? Guarda che me lo puoi dire”
“Ma figurati se ho paura di tuo marito! Quanti incontri ha vinto? Voglio abituarmi al pensiero dei peli su quelle gambe bellissime.”
“Oops. Mio marito è arrivato prima. Vedo che sta parcheggiando adesso. Da come sta parcheggiando credo sia nervoso come una bestia. Fermiamoci ancora un po’ qui. Potremmo proseguire i nostri discorsi in macchina.””
“Non ti dispiacere ma io andrei. Mi sono ricordato che chiude il garage a mezzanotte. Tuo marito sta ancora parcheggiando?”
“Secondo me vai via per i peli”
“Noneeee non è per i peli. Che sta facendo tuo marito?”
“Mi sembra invece che sia per i peli”
“Ti ho detto no! E’ entrato nel portone tuo marito?”
“Cerca di essere sincero con me. E’ per i peli?”
“SI! SI! HAI RAGIONE! E’ PER I PELI! FAMMI ANDARE E FATTI UNA CAZZO DI CERETTA!”

Pubblicato da markmccandy

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